“Quanto costa un cucciolo?”
È, senza dubbio, la domanda più frequente. E sia chiaro: è una domanda assolutamente legittima. Un cucciolo è anche una scelta economica, oltre che affettiva, e sapere il prezzo è corretto e doveroso.
Infatti, quando una famiglia mi contatta telefonicamente, il prezzo viene sempre comunicato con trasparenza, insieme a tutte le altre informazioni necessarie. È importante per me, prima di tutto, evitare perdite di tempo reciproche: chi non è interessato a quel tipo di investimento è giusto che lo sappia subito.
Il punto, però, è un altro.
Se l’unica domanda è il prezzo, senza alcun interesse per tutto il resto, allora l’approccio non è quello giusto per scegliere un cucciolo.
Un cane non è un prodotto da confrontare per trovare “l’offerta migliore”. E anche se lo fosse, sappiamo bene che il prezzo, da solo, non racconta mai davvero il valore di ciò che si sta acquistando.
Dietro a un cucciolo allevato con serietà c’è un lavoro che non si vede in una foto e non si riassume in una cifra scritta in un messaggio:
ci sono i test genetici sui riproduttori,
i controlli sanitari e le lastre,
la scelta accurata degli accoppiamenti,
un’alimentazione di qualità,
le vaccinazioni e le sverminazioni,
gli esami delle feci,
gli spazi adeguati e la pulizia quotidiana,
la socializzazione dei cuccioli nei momenti più delicati della loro crescita,
e soprattutto il tempo, costante, ogni giorno.
A tutto questo si aggiunge un aspetto fondamentale, spesso sottovalutato: la regolarità.
Il mio è un allevamento autorizzato, con partita IVA, che opera nel rispetto delle normative vigenti. Questo significa che il prezzo di un cucciolo comprende anche il pagamento delle tasse, la gestione di una struttura riconosciuta e tutti gli obblighi che derivano da un’attività svolta in modo trasparente.
Non è un’attività occasionale, né un hobby. È il mio lavoro a tempo pieno, ogni giorno dell’anno. Non esistono “ritagli di tempo” in cui occuparsi dei cani: la loro gestione è continua, richiede presenza, responsabilità e costanza.
Anche questo ha un valore.
Ed è un valore che si riflette nel prezzo, insieme a tutto il resto.
Per questo motivo, richieste veloci come un messaggio o un commento con scritto semplicemente “prezzo?” non trovano risposta. Non per mancanza di disponibilità, ma perché riducono tutto a un unico parametro, ignorando ciò che conta davvero.
Chi desidera avvicinarsi al mio allevamento dovrebbe partire da un presupposto: informarsi, almeno in linea generale, su quale sia il valore di un cucciolo di cocker allevato con criterio in Italia. Pensare a cifre irrealistiche significa partire già su una strada che non può incontrare la mia.
Ognuno è libero di fare le proprie scelte, anche basandosi esclusivamente sul prezzo. Ma in quel caso, molto semplicemente, non sono l’allevamento giusto.
Io attribuisco un valore preciso al mio lavoro, allo stesso modo in cui ognuno attribuisce valore al proprio. Ed è un principio che si basa sul rispetto reciproco.
Il prezzo, quindi, è parte della conversazione. Ma non può essere l’unica.
Perché scegliere un cucciolo non è trovare il costo più basso: è trovare il posto giusto da cui iniziare una storia che durerà anni.
